Siamo tesi, stressati, preoccupati dalle tante notizie che ci bersagliano, a volte aggressivi e distanti, anche da noi stessi.
Il contatto, quella relazione incarnata essenziale alla vita, non tiene il passo della quotidianità e per questo facciamo fatica a percepire l’altro e noi stessi con l’altro, a sentire e sentirci persone prima che ruoli.
La povertà di contatto ci rende fragili e soli, chiude le nostre finestre sul mondo e ci priva di una fonte insostituibile di benessere.
La presenza è prima di tutto presenza a se stessi, nel corpo. E' la capacità di essere e stare in relazione, di accogliere l’altro senza consumarsi o smarrirsi. Di stare in contatto, a partire da sé. Dal proprio ben-essere.
Dalla propria integrità.
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