CORPO CHE DANZA CORPO CHE VEDE
La condizione che chiamiamo visione
Danza e fotografia
Stage residenziale con Paola Mongelli e Natasha Pirogova

"La danza è respiro che si rende visibile" — Anna Halprin

Danzare, vedere, creare, trasformare.
Un viaggio circolare, poetico, sinestetico tra corpo e spazio: ascoltare la forma che diviene immagine, per poi tornare respiro attraverso il movimento.

Poesia della forma, danza della realtà.
Dare corpo e voce all'immagine, per operare trasformazione.


Date 23-25 ottobre 2026
Luogo Stone Oven House, Via Maestra, 4 — Rorà (TO)
Tra le montagne della Val Pellice, 50 km da Torino



"Le cose, il visibile, il palpabile, non servono alla felicità se non capiamo la ragione che le lega a noi" — Angela Volpini

Le artiste che ti guideranno

  • Paola Mongelli
    Torinese, artista visiva e fotografa. Si forma in Scenografia all'Accademia Albertina di Belle Arti e si dedica da allora alla fotografia fine-art, sperimentando in modo personale le tecniche tradizionali di camera oscura.
    Da trent'anni la sua ricerca attraversa autoritratto, ombra e movimento — un lavoro celebrato di recente in una monografia che raccoglie l'intero percorso della sua carriera. Espone in Italia e all'estero dal 1998, ed è formatrice in fotografia e "educazione alla visione" presso diverse accademie e istituti torinesi.
    Non è la prima volta che il suo lavoro incontra Stone Oven House, dove ha già esposto in passato.
  • Natasha Pirogova
    Danzatrice, artista, movimento - danza terapeuta, studiosa del movimento e guida, da oltre trent’anni accompagna le persone in percorsi di trasformazione attraverso il corpo, la danza e la presenza.

    Nata in Russia, abita in Italia da più di trent’anni, unisce profondità contemplativa e sensibilità estetica in uno stile di lavoro personale e riconoscibile.

    È ideatrice del metodo La Danza di Natasha, presentato nell’omonimo libro, in cui il corpo diventa via di conoscenza, libertà e verità personale.
Stone Oven House, magia resa visibile

Programma


Venerdì

Arrivo. Ore 16:00, cerchio di apertura e conoscenza, seguito dallo stage fino alle 20:00. A seguire, cena e un momento di rilassamento guidato, in preparazione al sonno.


Sabato

Le pratiche si svolgono dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Il resto della giornata è a disposizione per godersi la natura.


Domenica

Le pratiche proseguono dalle 10:00 alle 13:00, seguite dal pranzo. Il cerchio di chiusura chiude lo stage dalle 14:00 alle 16:00.


Nota bene: Non serve saper danzare, né avere una fotocamera: va benissimo anche lo smartphone.



Investimento


Workshop e pratiche €220 — promo entro il 21 settembre: €200


E pernottamento e soggiorno, con pensione completa di tre giorni:

  • in Stanza condivisa (max 5 persone): €180
  • in Camera doppia: €240
  • in Camera privata: €380

Il soggiorno include

Tutti i pasti di una cucina italiana casalinga, preparati con cura — colazione, pranzo e cena, più coffee break e tisane durante la giornata. Un momento di sauna, per lasciare che il corpo si distenda dopo le pratiche. E l'accoglienza di una casa vera, non di una struttura: qui si mangia bene, tanto e insieme, come in famiglia.


Transfer da Torino disponibile su richiesta.

Approccio allo strumento fotografico di Paola Mongelli:


Nei workshop che conduco da più di quindici anni propongo la fotografia come mezzo per osservare meglio la realtà e favorire un maggiore radicamento in essa, e insieme come strumento per ascoltare ed esprimere la propria dimensione interiore.


Coerentemente alla mia ricerca artistica e al valore che attribuisco alla creatività, scattare foto e condividere i propri sguardi rappresenta un modo per conoscere meglio se stessi, mettere a fuoco emozioni e sentimenti, comunicare con gli altri in modo libero e autentico, relazionarsi con l’ambiente e la natura circostante con attenzione, rispetto ed armonia.


La mia storia personale, che nel 2001 mi ha vista coinvolta in un incidente in cui ho perso la vista dall’occhio destro, ha anch’essa inciso sui metodi e sui temi che propongo nelle attività, sensibilizzandomi in particolare sul significato del vedere, sulla dimensione tattile e corporea, sul concetto di limite e sul suo rovesciamento da ostacolo a potenziale risorsa. Da qui senz’altro nasce la mia disponibilità a lavorare in contesti di disagio e fragilità, dove credo che la mia esperienza possa trasmettere una maggior fiducia nel superamento delle difficoltà attraverso la creatività.


L’obbiettivo di ogni percorso è quello di valorizzare le differenze di ciascuno in un clima di fiducia e non giudizio, per favorire il processo di individuazione di sé insieme al senso di appartenenza al gruppo. L’approccio multisensoriale permette di innestare la pratica dello sguardo in una più completa ed integrata esperienza del corpo.


Le esercitazioni creative individuali e corali e la condivisione degli elaborati in gruppo, creano le situazioni dove più emerge la ricchezza degli universi originali che ciascuno porta in sé, che si concretizza in una pluralità di esiti sotto gli occhi di tutti.

Per ogni tua domanda non esitare a contattarci: